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Perché mentore gentile? Il senso del mio lavoro

Quanto tempo che non scrivo sulle pagine del mio blog!

Nel frattempo sono cambiate molte cose e, grazie al vostro aiuto, ho dato un senso al mio lavoro come facilitatrice, formatrice e coach. Sì perché grazie ai vostri feedback è nata l’idea della “mentore gentile“.

L’espressione racchiude in sé tanti significati per me tutti ugualmente importanti.

Il rispetto dei tempi, la cura dell’altro e la valorizzazione delle risorse di ciascuno sollevando ogni giudizio. Difficile? A volte sì, ma il risultato è  meraviglioso. Mentore perché accompagno lungo il cammino e illumino i passi dei miei clienti.

Passi che a volte percorriamo insieme e altre in uno spazio individuale per comprendere e approfondire in autonomia e con responsabilità. Gentile perché è una competenza che ho coltivato negli anni e mi hanno riconosciuto le persone che ho accompagnato. La sento in armonia e vorrei allenarla in ogni forma lungo la strada del continuo miglioramento.

Essere gentili con gli altri è una competenza che richiede cura e attenzione. E la vita ci offre una meravigliosa palestra. Ma riserviamo la stessa gentilezza anche a noi? In questo articolo esploreremo cosa significa essere un mentore gentile, come la gentilezza verso gli altri si riflette sulla nostra vita interiore e possa aiutarci a creare una vita più piena. Scopriremo che la gentilezza può essere un vero e proprio superpotere, capace di trasformare le nostre relazioni e la nostra esistenza.

A piccoli gesti.

Che cosa significa essere un mentore gentile

Essere un mentore gentile significa essere un faro di luce per gli altri, offrendo supporto e guida con un approccio delicato e premuroso. Un mentore gentile ascolta attivamente, accoglie senza giudicare e ispira senza imporre. Essere gentili non significa essere deboli, ma piuttosto forti abbastanza da mostrare empatia e compassione verso gli altri.

Un mentore gentile incoraggia a scoprire la propria strada, offrendo domande che fanno emergere nuove soluzioni possibile. O forse, semplicemente, altre domande.

Nessuna ricetta, nessuna bacchetta magica. Piuttosto un supporto paziente che con umiltà e cuore aperto aiuta a cambiare il filtro degli occhiali per scoprire la bellezza della vita.

Quando sei gentile con gli altri, lo sei anche con te stesso

Quando si parla di gentilezza, spesso ci concentriamo sul modo in cui trattiamo gli altri. Eppure la gentilezza non va confusa con una formalità per esser educati. Il livello qui è decisamente più profondo e diventa uno stile di vita, un’opzione che possiamo percorrere quando diventiamo più consapevoli.

Quando siamo gentili con gli altri, ci sentiamo bene, ma quando siamo gentili con noi stessi, la nostra felicità e la nostra autostima crescono. Essere gentili con se stessi significa prendersi cura del proprio tempo, della propria salute psicofisica e credere in se stessi con fiducia. Sappiamo ascoltare i nostri bisogni? E rispettare i nostri limiti? Essere gentili verso noi stessi è anche perdonarsi per gli errori commessi e sospendendo il giudizio.

Quando impariamo ad essere gentili con noi stessi, diventiamo anche più abili nell’essere gentili con gli altri, creando un circolo virtuoso di benessere e armonia.

Come creare una vita piena, con più tempo e gentilezza

Creare una vita con più tempo di qualità e gentilezza richiede impegno e costanza.

Alla base, è importante prendersi cura di se stessi, dedicando del tempo ogni giorno a ciò che ci fa stare bene, che ci dona energia. Che sia una passeggiata all’aria aperta o un hobby che ci appassiona o l’incontro con un amico, mettiamoci questo tempo in agenda, fissiamo un appuntamento dedicato a noi. 

Imparare a dire di no alle cose che non ci interessano o che non sono prioritarie per noi, nel rispetto degli altri, è un’arte. La si affina col tempo e allenandoci ampliando il nostro vocabolario delle parole gentili.

Avere più spazio per le attività che ci piacciono davvero, porta gioia ed energia nelle nostre giornate e migliora la nostra relazione con il tempo e con gli altri.

Mentore gentile con il mio cane

 

La gentilezza è contagiosa e crea un circolo virtuoso di benessere e felicità.

La si apprende giorno per giorno sul lavoro come nella vita, indossando la meraviglia e sospendendo il giudizio.
L’essere gentili con gli altri e con noi stessi è un metodo vantaggioso per creare una vita piena di significato e di felicità.

Cosa faccio come mentore gentile?

Non sono sempre stata così. Ho lavorato a lungo su di me per trovare una via che sentivo davvero mia. Ero molto irascibile e scattavo facilmente. Lo avreste mai detto? Eppure è così meraviglioso essere umani. Uscire dai bordi, piegare i margini delle pagine, inciampare e rialzarsi. Ecco, ho fatto tutto questo. Ho sbagliato tanto e sbaglio ancora. Che poi: è davvero sbagliare? O piuttosto è capire, sperimentare.

Per questo nei miei percorsi, individuali, in aula e in azienda, attingo anche dalla mia esperienza passata e dagli errori che ho commesso. Ricordo che un giorno una persona commentando sotto a un mio post su LinkedIn, scrisse che proprio quello era il mio valore aggiunto.

Ciascuno di noi ha una propria storia che costruisce giorno dopo giorno. Una storia che è importante avere in mente, ma anche avere il coraggio di vivere il presente per cambiare quelle aree e quegli aspetti che, tutto sommato, non ci piacciono più. Cambiamo ogni istante, tuttavia siamo affezionati a quegli schemi mentali che hanno funzionato in passato. Per questo poi facciamo fatica a lasciarli andare.

Allora, se mi chiedi cosa fa una mentore gentile, ti rispondo che illumina la tua storia per scoprire le tue risorse. Fa luce sul presente per farti mettere sotto la lente d’osservazione come agisci agli stimoli continui che ricevi dall’esterno. Ti aiuta a selezionare e a puntare sulle tue qualità più distintive per accompagnarti al livello successivo di consapevolezza.

Tornando un istante agli stimoli esterni, come reagisci, di solito a una notizia per te “faticosa”? E a una bella notizia? Quali atteggiamenti e comportamenti metti in atto? Siamo tutti costantemente “annaffiati” da informazioni e novità, tanto da farci scivolare addosso anche quelle importanti per noi. Per questo siamo distratti e non vediamo le risposte che ci manda l’Universo.

Siamo diventati impermeabili e ci perdiamo le gocce di bellezza che ci circondano. E delle quali avremmo di che essere grati.

Dunque, se mi chiedi cosa faccio, ti risponderei più o meno così: “Coltivo con passione la gentilezza per aiutarti a scoprire la tua bellezza unica”. La gentilezza è diventata la sorgente del mio lavoro quotidiano. La alleno ogni giorno quando mi imbatto in persone meravigliose a cui essere grata e in persone più impegnative che richiedono tutta la mia attenzione. Anche se per poco tempo.

La gentilezza mi permette di entrare in empatia con i miei clienti nei percorsi individuali, con i miei studenti nei corsi in aula e con i professionisti durante le facilitazioni in azienda. I risultati a fine sessione o a fine percorso sono straordinari. Vedo le persone cambiare ed è come se si accendesse una parte nuova dentro di loro.

Cosa posso fare per te?

Posso aiutarti a conoscerti meglio, a entrare in contatto con la tua energia per capire come valorizzare le tue risorse e metterle davvero a frutto. Posso accompagnarti a cambiare la tua relazione con il tempo, per fartelo amico e raggiungere i risultati che desideri. Di questo scrivo anche nel mio ultimo libro “C’è tutto il tempo quando sei gentile“, appena uscito edito con La Traccia Buona.

Posso disegnare un percorso per migliorare il clima aziendale nella tua organizzazione partendo dalla gentilezza e sollecitando la partecipazione attiva attraverso la facilitazione maieutica e le Liberating Structures.

Posso ideare un percorso di attivazione delle soft skills per favorire la leadership gentile nelle linee della tua azienda.

Se vuoi avvicinarti ai miei percorsi di gruppo, ti suggerisco di dare un’occhiata a Credere per Agire, giunto alla quarta edizione. Interamente progettato su Telegram per essere fruibile da ogni dove sul tuo smartphone grazie a una connessione dati, prevede un cammino insieme di 28 giorni in cui ci vediamo in diretta streaming per due sessioni di 90 minuti all’inizio e a metà percorso, e in una a fine ciclo di un’ora per raccogliere domande e risposte.

La formula collaudata si presta alla condivisione e al passo unico di ciascun partecipante. Rispetto, sicurezza psicologia e gentilezza sono le basi dell’etichetta del gruppo riservato che accoglie chi si iscrive. Se vuoi saperne di più esplora la pagina dedicata sul mio sito: CREDERE PER AGIRE. Trovi tutti i dettagli in aggiornamento.

Come mentore gentile ho davvero l’opportunità di aiutare gli altri a raggiungere il loro massimo potenziale. E questo dona senso al mio lavoro. Spesso le persone mi dicono: “Sei esattamente come mi aspettavo”.  O ancora: “Riesci sempre a fare chiarezza”. Semplicemente mi metto in ascolto profondo e attendo che emergano le straordinarie risorse che sono racchiuse al centro del cuore.

Siamo tutti in continua evoluzione, possiamo scegliere la migliore opzione e provare a essere gentili con noi stessi e con gli altri, ogni giorno di più. E tu, hai cominciato a pensare come puoi essere più gentile nella tua vita?

Se questo articolo ti ha ispirato, lasciami un commento. Potrebbe essere d’aiuto ad altri che leggeranno. Se vuoi contattarmi, scrivimi a mentore@barbarareverberi.it o iscriviti alla mia newsletter. Riceverai i miei contenuti frutto delle mie ultime ricerche.

Grazie per avermi letto fino a qui.